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Accordo Liberali-Ndp, polemiche a Ottawa 


Fa ancora discutere a Ottawa l’accordo raggiunto tra Liberali e Neodemocratici per tenere in piedi il governo di minoranza per altri tre anni, fino alla fine della legislatura. 
L’accordo è stato annunciato martedì 22 marzo dal primo ministro e dal leader dell’NDP Sottolineando l’importanza di lavorare insieme in un momento di instabilità e divisioni, il primo ministro Justin Trudeau ha annunciato l’entrata in vigore di quello che ha chiamato “supply-and-confidence agreement”. 
A differenza di una coalizione di governo, l’NDP rimane quindi all’opposizione, con Jagmeet Singh che ha ribadito che l’accordo non significa dare carta bianca ai liberali, e che la coalizione non è mai stata il suo obiettivo, ma neanche mai sul tavolo. 
Nonostante Conservatori e Bloc Quebecois abbiano già parlato di presa di potere di Trudeau, secondo il politologo Daniel Beland l’accordo tra i due partiti che insieme rappresentano oltre il 50 percento dell’elettorato non è ne’ antidemocratica, ne’ destinata a durare necessariamente fino al 2025. 
La leader ad interim dei Conservatori Candice Bergen ha però dichiarato che con questo nuovo accordo l’NDP salirà al potere con Jagmeet Singh di fatto vice primo ministro. Il leader del Bloc Yvew Francois Blanchet ha invece parlato di falsa maggioranza, mentre entrambi hanno espresso preoccupazione per le possibili tensioni tra Ottawa e le province, in particolare secondo Bergen per quanto riguarda il settore energetico nelle Pariries, e per Blanchet, la riforma della sanità in Quebec. 
Tra le misure incluse nell’accordo, l’espansione della sanità pubblica per coprire l’acquisto dei medicinali, con un Canada Pharmacare Act da adottare entro l’anno prossimo, e le cure dentistiche, con un piano nazionale che dovrebbe partire già da quest’anno per i minori di 12 anni e per tutta la popolazione entro il 2025. In agenda anche investimenti negli alloggi a prezzi accessibili, la transizione verso la green economy e lo stop ai sussidi al settore dei combustibili fossili. Variazioni sulle proposte che nelle ultime due campagne elettorali NDP e liberali hanno entrambi avanzato 
A proposito di budget, resta poi da vedere se Ottawa proverà ad aumentare la spesa militare fino al 2 percento del PIL come richiesto dalla NATO nonostante Singh si sia detto contrario. Tensioni che sullo sfondo della guerra in Ucraina gettano un’ombra sulla tempistica dell’accordo. 

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