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Di Gianpietro Nagliati,

L’Istituto Italiano di Cultura di Toronto ha riaperto al pubblico la propria sede con una mostra dedicata alle tre R: “Ridurre, Riusare e Riciclare”.

Una esposizione in cui si possono vedere le tre R interpretate dai migliori designer italiani, come nel caso dei contenitori modulari disegnati da Anna Castelli Ferrieri nel 1967, che dopo oltre 50 anni sono ancora attualissimi. Tutto merito della grande scuola del design italiano, come spiega Luigi Ferrara, designer e rettore del centro per le arti, il design e la tecnologia dell’informazione al George Brown College della capitale dell’Ontario.

La mostra non è però solo una vetrina di design puro e semplice. La sfida infatti è stata quella di utilizzare materiali molto particolari, come oggetti ricavati da altri oggetti. Ma non solo.

Gli “oggetti” nati dal riciclaggio, spiega con un esempio concreto la direttrice dell’Istituto, Veronica Manson, spesso sono il punto d’arrivo di nuovi processi produttivi, come nel caso di piastrelle per la casa create dalla polvere di vetro di una vecchia tv a tubo catodico.

Alla base della mostra, che è un’esibizione itinerante, voluta dal ministero degli Esteri per sottolineare l’impegno dell’Italia verso la transizione a un’economia sostenibile, ci sono la circolarità dell’economia e il risparmio anche di materie prime che questa consente.

Concetti che prima di arrivare in Canada, la mostra ha espresso a Dubai, in Cina e in numerosi Paesi europei.